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oltre a non abbattere
nessun albero
e a cogliere
l'immediatezza
dell'attimo
o degli attimi
vorrebbe proporre
al mondo
o un mondo (il web)
o almeno un paio
il nostro:
nella sperduta
murgia barese
c'è un luogo
dove persone
alcuni amici
qualche collega
e qualche
malato d'arti
combatte
innanzitutto
con la propria bestia
e prova
a far qualcosa
e non è
affatto facile
........

(SalvatoreUGODigennaro)

------------------------

CANTIEREAPERTO
cliccando
nei vari cantieri
si potrebbe
precipitare
partecipare


murgiafilmfestival
 
Primo festival del cortometraggio
all'interno del
Parco Nazionale dell'Alta Murgia,
l'anno scorso sono stati da noi :
Sergio Rubini Riccardo Scamarcio
Emilio Solfrizzi
Violante Placido Francesco Carnelutti
Paola Barale
Marcello Prayer
Marcello Walter Bruno Ugo Lo Pinto Nico Cirasola
Yo Yo Mundi Claudio Simonetti e i Daemonia
Farafinaritmi SCHLOCK! Faraualla
U Munacidde Michele Sinisi Kerlox Dub Band
Movie Orchestra
Sabrina Merolla

2007 seconda edizione si riparte
nuovo tema e nuovo bando:
MIGRAZIONI-MIGRATIONS
visita il sito
 



 
myconteugolinospace
CONTEUGOLINO è un atipico progetto 
musicale elettroacustico
nato coniugando i testi e i suoni
di SalvatoreUGODigennaro
e la struggente voce di Lino Marchetti.
Successivamente il duo
si è aperto alle contaminazioni
del maestro Tommaso Colafiglio,
alla chitarra classica di Piero Scarpelli
e alla verve rock di Leo Laterza
nonchè ad altri amici musicisti.
Filo conduttore del CONTE
è la Divina Commedia,
pretesto-arrivo di un lavoro
che è partito 3 anni fa
dal casuale incrocio di due nomi,
appunto UGO e LINO
con la prima hit del gruppo:
BEATRICE.
BEATRICE
è anche una sezione di concorso
del murgiafilmfestival2007,
il gioco consiste nel realizzare
il videoclip della canzone.
De Andrè diceva parafrasando
e cantando Dylan:
"La strada è lunga ma ne vedo la fine,
arriveremo per il ballo....",
al ballo ci sarà anche
il CONTE.

visita il myspace

conte ugolino

 
blogcontemyugolinospace
Un quadernetto di appunti un pò radio,
 un pò tv e un pò libro,
 un luogo virtuale
per capire da dove arriva
il CONTE
e dove spera di andare,
da visitare.

visita il blog




mydejaneirospace
progetto musicale
di pura e semplice
 musica elettronica
con contaminazioni rock,
 jazz, blues,
fusion e etnica.


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Diario |
 
Diario
24838visite.

17 giugno 2008

volo rapido- salvatore digennaro- che dio ce la mandi buona.

Volevo fare l'avvocato

 

Il Gravina-Bari è un trenino d'altri tempi: l'ultima volta che l'ho preso, a parte oggi, è stato 16 anni fa,nulla è cambiato, a parte il prezzo; i colori, il caldo e la puzza di rotaie e sudore estivo: tutto uguale ad allora, sembra quasi che non ci sia mai sceso. All'epoca, ogni mattina, mi conduceva a riscaldare col mio culo un banco d'università. Volevo fare l'avvocato.

 

 

Le ferule disegnano il percorso dei binari come i tunnel dei lunapark. Complice un dio che da sempre viene qui a riposar le membra, tutto sa d'andato: persino i capannoni costruiti e abbandonati in mezzo al verde e i discorsi dei viandanti. Brusii s'alternano su calcio, matrimoni, appunti di lezioni andate ed esami 100 volte ripetuti. Sordi suoni di russare riportano al mio sguardo vecchi assopiti sugli anni e sui posti per gli invalidi. Carni di donne sudate s'adagiano in succinti brandelli di cotone leggero, lasciando trasparire mediterranei seni ornati di nei.

 

Volevo fare l'avvocato e l'esame di diritto civile era da perderci i capelli, l'ultima volta in quel treno masticavo vigorsol blu bestemmiando la mia sesta bocciatura e fumando marlboro a contrabbando. Di fronte a me una signora cicciottella dagli occhi colorcielo faticava a tenere a bada una piccola peste dai capelli colorgrano e dalle pupille ghiacciobollente; e io a ripetere e bestemmiare e la bimba che mi chiede: "perché sei così nervoso?" e io a spiegargli della laurea, dell'esame, dei processi e i tribunali, e lei, apparizione, a chiedermi: "Ma se un assassino ti chiede di difenderlo tu lo fai assolvere comunque?".

Stazione di Toritto,

"Gilda non disturbare..andiamo..ci scusi.." .

Arrivai a Bari, mezzora davanti alla porta dell'esame, poi, distretto militare e annullamento del rinvio causa studio. Alle parole dell'angelo paffuto non avevo saputo rispondere.

 

Stazione di Toritto; afa e viaggio interminabili: 60 km in un ora e mezza. S'accomodano di fronte una signora canuta dagli occhi azzurri a forma di matrioska e una stupenda creatura capelli colorgrano e occhi ghiacciobollente, vestite a festa; la ragazza cinge tra le mani un tomo rilegato in pelle bordeaux con scritte in oro: "Allora tutto ok?", "Si mamma.." sorride lei con tutta se stessa e cinge al suo petto il libro; sbircio tra le righe d'oro della copertina: Università degli studi di Bari, corso di laurea in giurisprudenza, tesi in diritto civile, studente Gilda Olivieri.

 

Chiudo gli occhi al suono dei binari e un pensiero disegna un sorriso sulla mia maschera: volevo fare l'avvocato…


 

salvatoreugodigennaro

16 febbraio 2008

bando 2008

scarica il bando

scarica la scheda di iscrizione

26 novembre 2007

MURGIAFILMFESTIVAL 2007

E' IN ARRIVO IL BANDO DEL MURGIAFILMFESTIVAL 2008
per rinfrescare la memoria:

 




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12 novembre 2007

pane amore e liberta'

lettera
Tra le cose che capitano bella è stata l'esperienza del set della fiction di Rai 1 su Giuseppe Di Vittorio a Gravina.
Pubblico un estratto da un'intervista rilasciata dal regista Alberto Negrin al Corriere del Mezzogiorno...Chissà come l'avrebbe presa Di Vittorio..................(sud)

"Credo che l’unica cosa che non è cambiata con il nostro arrivo e che alla nostra partenza era ancora immutata sia stata l’abitudine radicata di utilizzare la raccomandazione, la rete di amicizie e conoscenze, le parentele, la maniera da tutti accettata di chiedere favori in cambio di favori, se io ti chiedo un permesso tu ti senti in diritto, direi obbligato a chiedermi una presenza nel film. Credo che questo sia il principale problema rimasto aperto tra noi alieni e stranieri e i cittadini di Gravina, Altamura e Cerignola che hanno in diversa misura partecipato al nostro film. E questo ‘modo’ di intendere le relazioni è una caratteristica non solo dei comuni cittadini ma di tutti, dalle autorità istituzionali fino alla semplice e ultima comparsa. E ancora adesso che ho lasciato la Puglia da una settimana, mi chiedo: perchè?"


 (ALBERTO NEGRIN -  regista della fiction Fame di Libertà)




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14 giugno 2007

LA BANDA DEL TARANTINO AL MURGIA FILM FESTIVAL

 

 

"La Banda del Tarantino", questo è il loro nome!!!

Una banda di "Iene" scatenate (in realtà, musicisti pugliesi) armate di chitarre, tamburi, katana e pistole (finte!!!) suonano le più belle canzoni tratte dalle colonne sonore di Kill Bill, Pulp Fiction, Le Iene, Dal Tramonto all'Alba, Jackie Brown del regista americano Quentin Tarantino:

dal Rock&Roll di Chuck Berry al Surf spaziale di Dick Dale, dal 70's Funk della Kool & The Gang alla Disco dei Santa Esmeralda.

Non si tratta di un semplice concerto, ma di uno Show Multimediale con gags mozzafiato, dialoghi e scene ispirate alle atmosfere surreali/grottesche dei film del regista americano.

In repertorio brani come You never can tell, Misirlou, Jungle Boogie, Don't let me be misunderstood, Stuck in the middle with you e molti altri ancora, conosciutissimi perchè abbondantemente usati come spot e sigle in Radio e TV .

Una Spettacolo, dunque, di grande impatto visivo. Impossibile resistere alla carica di questo manipolo di improbabili gangster, la cui arte sta nel saper fondere musica, cinema e azione scenica.

Chi li ha visti esibirsi sul palcoscenico assicura “divertimento e adrenalina allo stato puro”.





GIOVEDI 5 LUGLIO
murgiaFILMfestival
area fiera gravina in puglia
ingresso libero




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12 giugno 2007

LUIGI LO CASCIO AL MURGIAfilmFESTIVAL




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6 giugno 2007

il sette luglio SERGIO CAPUTO AL MURGIAFILMFESTIVAL -Gravina-



INFO
www.murgiafilmfestival.it
www.myspace.com/murgiafilmfestival
info@murgiafilmfestival.it
tel/fax 080 3264740
tel. 080 3266127
cell. 333 6666526




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24 maggio 2007

dubbi conteugolino

è on line un nuovo simpatico video del CONTEUGOLINO
un cartone del 1932 vestito dai suoni del conte....
bUONA vISIONE




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2 maggio 2007

900




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2 maggio 2007

iration steppas al demode'




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30 aprile 2007

conteugolino's mara dona

su you tube
MARA DONA
del
CONTEUGOLINO
simpatico omaggio audiovideo al più grande calciatore di tutti i tempi




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16 aprile 2007

l'estetica del calcio

Lui, Matt Le Tissier,  la Manica non l'ha mai attraversata....Qui nel belpaese, tra scudetti cuciti e scuciti da giudici-sartine e riciclati a rota come gli eroinomani, una piccola parentesi di quel che resta o fu del gioco più bello del mondo....per i calciofili:si gode! (SuD)




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4 aprile 2007

sphiga

a grande richiesta e con sommo piacere comunico a tutti i lettori che i video prodotti dall'associazione culurale viagra(n) con la mia regia sono tutti in streaming video e si possono vedere su www.murgiafilmfestival.it alla sezione chi siamo,
oppure andando su google video e scrivendo salvatore digennaro,
inoltre i corti sono postabili su blog e myspace, basta prendere il codice e copiarlo,
qui vi invito a vedere, e rivedere per chi già l'ha visto
SPHIGA.

salvatoreUGOdigennaro




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26 marzo 2007

càpita o capìta


?



Ci sono dei momenti  in cui l'inutilità delle parole ti porta a regredire, tipo gli infanti. Smetti di coniugare verbi mescolandoli ad aggettivi, sostantivi e quant'altro Franca Falcucci e il seguito , t'ha obbligato a imparare, e giochi con le figure, coi disegni , con un lego di immagini una accanto all'altra inesorabilmente.
Sono figlio degli anni settanta, concepito tra una cambiale e un rischio dai miei, che volevano anch'essi provare che significa la rinascita industriale, qui a sud si sa tutto avviene con una certa latenza.
E ciò che avveniva nel mondo , io bambino ne avvertivo l'eco molto lontana, era terrorismo, parificazione terrorismo-dissidente, chiesa contro marx, e frattanto le mafie facevano i cazzi loro, pardon interessi, e quattro esagitati deviati un po da una parte all'altra metteva bombe, rapiva, rapinava, ammazzava nel nome di nonsoche. Tanto per cambiar discorso, per deviarlo dal rampante che arrampava arrampicatore ad arrampicarsi: praticamente l'odierno status symbol.
In un periodo storico atipicissimo mio personale  ma credo della collettività o delle collettività, ho visto un padre elogiare un disonesto davanti al figlio, dicendo "visto che dritto!!!", e io che pensavo dicesse "guarda che ladro!". Mi son stretto nelle spalle, ho preso una cartolina del passato, mi sono acceso la sigaretta numero n e adesso ve la mostro. San Giorgio (GABER).salvatore digennaro        






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14 marzo 2007

ambiente

per la serie:
proteggiamo il falco grillaio




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10 marzo 2007

nuàr

Virus (il nostro indaffaratissimo webmaster) ha finalmente postato su youtube i miei cortometraggi o meglio uno per volta. quindi buona visione con Nuàr e speriamo nella velocità di mr Virus.
(sUd)




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9 marzo 2007

900




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7 marzo 2007

stanley


STANLEY KUBRICK (da wikipedia)

Nasce il 26 luglio 1928 nel quartiere newyorkese del Bronx da genitori ebrei. Il padre è un medico austriaco emigrato in America in seguito alla Prima Guerra Mondiale. Fin da bambino Kubrick si appassiona ai miti dell'antica Grecia ed alle fiabe nordiche, ma soprattutto al gioco degli scacchi e alla musica jazz. Per un certo periodo, prima di cominciare ad occuparsi di cinema, sbarca il lunario anche grazie a gare di scacchi e impara a suonare la batteria.

1928-1950: Kubrick e "Look"

All'età di tredici anni riceve in regalo da parte del padre una macchina fotografica. Fin da da bambino rimane affascinato dalla tecnica fotografica e nel 1942 vende alcune foto alla rivista Look. Dopo aver conseguito faticosamente il diploma, comincia a lavorare per Look come fotografo.

A 19 anni trascorre cinque sere a settimana nella sala di proiezione del Museum of Modern Art di New York a guardare vecchi film. Quattro anni dopo essere stato assunto al giornale, decide di dedicarsi anche al cinema. Nel 1949 dirige il cortometraggio Day of the Fight, autoprodotto con soli 3900 dollari raggranellati tra parenti ed amici, e che rivende alla RKO per 4000 dollari.

Il successivo cortometraggio, Flying Padre, viene finanziato dalla RKO per 1500 dollari.

1951-1960: Kubrick e Harris

Ottenuto un discreto successo con i primi cortometraggi, decide di abbandonare definitivamente il lavoro alla rivista Look e di iniziare la carriera di regista a pieno tempo, producendo il primo lungometraggio nel 1953: Paura e desiderio, attualmente quasi introvabile, si dice per volontà dello stesso Kubrick, che lo definirà in età matura, "un tentativo serio realizzato in modo maldestro", ma che tuttavia gli permette di prendere maggiore confidenza con la tecnica cinematografica.

Nel 1955 gira Il bacio dell'assassino e subito dopo firma un contratto con la United Artists. Nel 1956 Kubrick fonda una piccola società con il produttore James B. Harris. Il primo film con il nuovo marchio è Rapina a mano armata che non ha un buon successo commerciale, ma ottiene parecchie recensioni positive dalla critica.

L'anno seguente, dopo aver letto il libro Orizzonti di Gloria decide di realizzarne la trasposizione su pellicola. Il film viene finanziato da Kirk Douglas, che ne è anche l'interprete principale. Nonostante fosse ambientato nelle retrovie francesi della prima guerra mondiale, viene girato in Germania, non avendo ricevuto l'autorizzazione per le riprese dal governo francese. Il permesso di distribuirlo in Francia, oltretutto, è arrivato solo nel 1975. Il costo del film è di 935.000 dollari e impone definitivamente Kubrick all'attenzione da parte della critica. Molte le sequenze memorabili di quello che viene considerato il primo indiscusso capolavoro del regista; di particolare impatto la scena finale, in cui appare la terza e ultima moglie del regista, Suzanne Christian (al momento delle riprese del film sua amante), di origine tedesca.

Nel 1959 Douglas gli offre la regia di Spartacus, dopo aver licenziato Anthony Mann, con cui aveva avuto parecchi contrasti sul set. L'esperienza di "Spartacus" non si rivela positiva, soprattutto perché Kubrick non si trova a suo agio senza avere il completo controllo di tutte le fasi di produzione e non vive serenamente il rapporto con Douglas, che oltre ad essere l'interprete principale del film ne è anche il produttore. Nonostante questo, il film rimane notevole nel suo genere (è in quel momento il film più costoso della storia del cinema) e ottiene grande successo, almeno per quanto riguarda il botteghino, e viene premiato con quattro Oscar.

Dopo questo film, Kubrick si trasferisce definitivamente in Inghilterra e si rende conto di poter creare a pieno titolo soltanto in progetti di cui ha il completo controllo. Nel 1962 dirige "Lolita", servendosi della collaborazione di Vladimir Nabokov, autore dell'omonimo romanzo, alla sceneggiatura. Il film è soggetto a dure critiche da parte della censura, in particolar modo americana. Nel film spicca, per quanto riguarda la prova attoriale, Peter Sellers, che lavorerà con Kubrick anche nel suo film successivo.

1961-1975: i capolavori

Nel 1963 gira Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba, una commedia satirica e allucinante allo stesso tempo. La pellicola provoca grande attenzione ed ammirazione da parte dei critici di tutto il mondo e gli vale tre nomination all'Oscar (miglior regia, miglior produttore e co-autore). Il film è notevole anche da un punto di vista storico e riesce mirabilmente a dare forma al terrore dell'atomica all'epoca della guerra fredda, soprattutto in considerazione del fatto che gli ambienti sono ricostruiti con la massima verosimiglianza.

2001: Odissea nello spazio vede la luce dopo quattro anni di lavorazione e una spesa di 10 milioni di dollari, 6 milioni e mezzo solo per gli effetti speciali. Il film, oltre ad essere uno dei picchi più alti raggiunti dalla cinematografia mondiale, è una profonda riflessione filosofica sulla natura dell'uomo e sulla sua evoluzione. Il film riceve svariate nomination agli Oscar, ma vince solo quello per gli effetti speciali. Numerosissime le scene da antologia, dalla più ampia ellissi della storia del cinema, dall'osso della scimmia all'astronave oblunga che "danza" sulle note del "bel Danubio blu" di Strauss, alla sequenza delle stelle, fino all'enigmatico finale con l'embrione che dallo spazio, concede uno sguardo in macchina che buca lo schermo cinematografico fino allo spettatore.

Il progetto successivo avrebbe dovuto riguardare un film su Napoleone, ma per eccessivi costi di produzione non viene mai realizzato.

Nel 1971 Kubrick scrive, dirige e produce Arancia meccanica, tratto dall'omonimo romanzo di Anthony Burgess. Nonostante le iniziali censure negli Stati Uniti e in altri paesi europei, il film ha un enorme successo, tanto che non tardano le tre nomination all'Oscar (per la sceneggiatura, la regia e la produzione). Il film dà scandalo, a causa della violenza esplicita, e subito dopo la sua uscita, in Inghilterra numerosi teppisti dichiarano di prendere spunto dal film per i crimini che compiono. Il film diventa un caso e molti familiari delle vittime minacciano Kubrick e la sua famiglia, costringendolo a ritirare il film dalle sale inglesi.

Dopo due film che potrebbero essere definiti futuristici, Kubrick cambia direzione con Barry Lyndon (1975), basato su una storia del diciottesimo secolo tratto da un romanzo di William Makepeace Thackeray scritto nel diciannovesimo secolo. Il film non ha un grande successo di cassetta ma frutta sette nomination (tra le quali ancora regia, sceneggiatura, produzione). Ciò che maggiormente colpisce ancora oggi è l'enorme capacità tecnico-fotografica, che permette a Kubrick di girare in interni con la sola luce delle candele, ottenendo in questo modo la particolare atmosfera che caratterizza il film.

1980-1999: il controllo

Nel 1980 Kubrick dirige il film horror Shining, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King. Sebbene subito dopo l'uscita non venga acclamato dalla critica come i precedenti, riscuote un notevole successo di pubblico.

Nel 1987 dirige il suo quarto e ultimo film sulla guerra, questa volta su quella del Vietnam: Full Metal Jacket.

L'ultimo film di Kubrick risale al 1999: si intitola Eyes Wide Shut ed è tratto dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler; Kubrick muore prima dell'uscita nelle sale, dopo anni di lavorazione e più di un anno di riprese. Nonostante voci di corridoio affermino malignamente che Kubrick non sia riuscito a terminare il film per quanto riguarda il montaggio, sembra ormai chiaro che anche quest'ultima fase fosse giunta praticamente a conclusione quando sopraggiunse la morte.

Etica ed estetica kubrickiana

Stanley Kubrick è considerato a tutt'oggi uno dei più importanti registi del XX secolo, specie per la sua libertà espressiva lontana dai canoni hollywoodiani e la sua capacità quasi unica di esplorare la gran parte dello spettro dei generi, senza farsi dominare dalle convenzioni, ma anzi trasfigurandole. Malgrado i costi anche elevati che richiedevano i suoi film, ebbe in breve tempo carta bianca per tutte le fasi di lavorazione delle sue opere. Esplicativo a questo proposito, l'espisodio di "Arancia meccanica": praticamente l'unica volta nella storia del cinema in cui un film, che pur stava avendo notevole successo di pubblico, viene ritirato dalle sale da una grande casa di produzione cinematografica, la Warner, per ordine del regista.

La passione per la fotografia è uno dei fili rossi della sua carriera: Kubrick poteva passare ore intere a studiare un'inquadratura, fino al punto da assillare gli attori che comunque lo hanno sempre trattato con un mistico rispetto ("è così modesto e sempre pronto a scusarsi che è impossibile essere offesi da lui" disse George C. Scott). Ne viene fuori una cura ossessiva per i particolari dell'immagine, per la prospettiva e l'illuminazione, la posizione degli attori e degli oggetti di scena, tanto che ogni suo film è studiabile anche come "album di inquadrature", non privo di riferimenti artistici di varia natura.

Il senso estetico dei suoi film è però il risultato di un lavoro di integrazione fra diversi canali comunicativi: il contesto reale delle sue storie è un tessuto di immagine e musica, che Kubrick considerava fondamentale per veicolare emozioni nello spettatore. Probabilmente il maggior risultato in questa ricerca estenuante dell'astrazione semantica è il suo ultimo lavoro, Eyes Wide Shut, realizzato come un quadro in movimento, una ricca tavolozza di colori che diventa qualcosa di più della semplice "scena del film". Sottovalutato e accolto con una certa freddezza, quest'ultimo film ha in realtà sofferto di incomprensione, dal momento che l'attesa era stata notevole (il film precedente, Full Metal Jacket, non solo colpiva per il crudo realismo documentaristico, asciutto e per un certo ammiccamento al cinema "violento", ma risaliva a ben 12 anni prima) e le aspettative troppe. In realtà l'ultimo film di Kubrick è la dimostrazione del suo reale percorso artistico, votato alla stilizzazione dell'azione in favore di una comunicazione emotiva, viscerale, trasportata quasi per osmosi dal film allo spettatore, attraverso i messaggi elementari della musica e dei colori.

Anche il tempo dell'azione è utilizzato da Kubrick come veicolo espressivo, e fa parte di quel tessuto comunicativo che ha sperimentato in ogni suo film: le inquadrature sono spesso prolungate, esitanti, gli attori recitano in uno stato quasi ipnoide (evidenti gli esempi di 2001: Odissea nello spazio, Lolita, Shining, Eyes Wide Shut e, per certi versi, anche Arancia meccanica), lasciando lo spettatore libero di indugiare sulle singole componenti dell'immagine. Più che alla parola, Kubrick era interessato all'organizzazione spazio-temporale della narrazione, facendo perdere lo spettatore in una metacomunicazione continua. La curiosità suscitata da uno dei suoi massimi capolavori, 2001: Odissea nello spazio, è proprio dovuta al lavorìo di sottrazione che Kubrick vi dedicò: inizialmente il progetto originale prevedeva molti più dialoghi e scene decisamente più "didascaliche" (come la sequenza finale, in cui il feto astrale avrebbe dovuto distruggere un anello di bombe atomiche che circondavano la Terra), ma il regista lo "spolpò" gradualmente, creando non tanto un film astratto, ma l'astrazione di un film, un flusso di apparente non-comunicazione (l'Universo silenzioso e spettrale) nel quale lo spettatore potesse perdersi.

Malgrado i suoi continui sforzi di smussamento del senso di realtà, Kubrick appare ancorato ad un realismo oggettivo, a volte freddo, figlio maturo della sua carriera di fotoreporter: è nota la sua curiosità tecnica, che lo portarono a innovare il cinema stesso (i sorprendenti effetti speciali di 2001, le lenti ad alta velocità della NASA e della Zeiss di Barry Lyndon, la steady-cam di Shining).

Grazie al suo estremo eclettismo, Kubrick riuscì a muoversi agilmente in ogni genere, innovandolo e arricchendolo. 2001 è considerato uno "spartiacque" nel campo della fantascienza (oltreché uno dei più bei film della storia del cinema), Shining fu pioniere del horror metafisico, Full Metal Jacket ha sconvolto i temi del film di guerra, sottolineando come il soldato sia, essenzialmente, un assassino e affrontando così uno dei temi principali dell'etica kubrickiana, vale a dire la scelta fra il bene e il male. Qui il protagonista impara a vivere secondo la propria natura, accettando l'omicidio e la normalità della vita. In Lolita un uomo perde la testa per una ragazzina, manda all'aria il suo matrimonio per poi perdere ogni cosa. Lo splendido pamphlet Il dottor Stranamore indaga sornione sull'ambivalenza dell'istinto di conservazione dell'Uomo, perfettamente a suo agio fra sopravvivenza e sterminio degli altri. Arancia meccanica capovolge questo schema, mostrando cosa può accadere ad una persona alla quale sia impedito il libero arbitrio, la possibilità cioè di fare del male.

Naturalmente, il cinema di Kubrick sposa l'idea della perfetta integrazione fra etica ed estetica, sfuggendo così alla facile tentazione di esprimere una morale: in questo modo le immagini e il messaggio diventano la stessa cosa, la valutazione di ciò cui si assiste è lasciata totalmente allo spettatore, grazie anche alla "circolarità" delle sceneggiature (quasi tutte adattate da libri), che prevedono un finale che si avvolge su sé stesso, tornando all'incipit. Alcuni esempi: in Arancia meccanica il protagonista torna esattamente al punto di partenza, come se non fosse successo nulla, salvo che è diventato ancora più cattivo e cosciente del fatto che la violenza ha un suo ruolo nella società, purché esercitata "secondo le regole"; in Shining l'edipico Jack Torrance appare, dopo la sua morte, nella galleria fotografica dell'Overlook Hotel, come il guardiano che era lì "da sempre"; Eyes Wide Shut sembra terminare con un risveglio, che incoraggia l'immaginazione a tornare al punto di partenza; l'esempio eccellente di questa ciclicità è poi 2001: Odissea nello spazio, che procede interamente in una mimesi del ciclo della vita (nascita, crescita, morte ed evoluzione in nuova nascita). Sembra fare eccezione Il dottor Stranamore, ma probabilmente si tratta di una fedeltà allo stile comico adottato: qui il film si auto-distrugge, così come era stato preannunciato.

Curiosità

Alcuni sostenitori della teoria del complotto secondo la quale lo sbarco sulla Luna non è mai avvenuto indicano Kubrick, allora famoso per i suoi effetti speciali molto realistici di 2001: Odissea nello spazio, come incaricato dalla NASA per girare i vari filmati degli allunaggi. A sostegno della tesi, essi recano il fatto che l'agenzia spaziale statunitense concesse al regista l'uso di un nuovo tipo di lenti ad alta velocità studiate per loro dalla Zeiss, talmente rivoluzionarie da permettere delle riprese a luce naturale mai tentate prima, del qual fenomeno godiamo un mirabile esempio in Barry Lyndon.

Filmografia

Regista

Sceneggiatore


Stanley Kubrick, per qualcuno il miglior regista di tutti i tempi, si è spento il 7 marzo di 7 anni fa, ci piace ricordarlo con degli estratti da alcuni suoi film e dei trailers originali. Spettacolo per gli occhi!!!(sUd)





permalink | inviato da il 7/3/2007 alle 17:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

26 febbraio 2007

tim meet

OMAGGIO A TIM BURTON

Uno dei più bravi registi mai vantati dal cinema americano, Tim Burton.
Ricordiamo tra i suoi film più famosi "Batman" (1989), "Batman - il ritorno" (1992) come anche "Edward mani di forbice" (1990) intepretato da un eccellente Johnny Depp.
La grande qualità di questo regista sta nel modo di creare ambienti e inquadarature dei suoi film, nonchè delle tematiche da lui affrontate come quello dell'emarginazione sociale e del "diverso".
I suoi capolavori vertono su uno stile molto fantasy con qualche schizzo di horror (si veda a tal proposito "Il mistero di Sleepy Hollow" girato nel 1999; sempre con Depp come protagonista).
Oltre a film, Burton si è occupato della produzione e della regia di cartoni animati, come ad esempio il gotico "Nightmare before Christmas" (1993).
Se si prendono in esame i film riguardanti l'eroe mascherato Batman, si può notare molto bene come il regista abbia voluto ricreare Gotham City come un'allegoria della caotica New York, una città (rimasta visibilmente agli anni Trenta) sempre minata da criminali pazzoidi, dove il disordine e la confuisione regnano sovrane. Anche inquadrature e panoramiche vengono eseguite con un ritmo ossessivo quasi frenetico, tutto questo per dimostrare allo spettatore come l'unico che possa dominare quel caos è appunto l'uomo pipistrello.
In Italia il suo ultimo successo è stato la pellicola "La fabbrica di cioccolato", un altro film in puro stile Burton, che da un inizio dolce, pian piano passa ad atmosfere molto psicologiche insite nella mente dei bambini.

                                             Carlo Tullo



Di Tim Burton abbiamo trovato grazie a
http://doria.ilcannocchiale.it  un cortometraggio del 1982 dedicato a Vincent Price , postiamo, ringraziando, molto volentieri. (sUd)




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14 febbraio 2007

meditate gente....meditate...

Salute ai lettori di qua(n)do càpita,
ho trovato un video di BEPPE GRILLO,
è un po datato
ma come il buon vino,
il tempo aggiunge valore al tutto,
da stappare e servire a temperatura ambiente.

(S.U.D)




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7 febbraio 2007

avviso ai naviganti con preghiera di diffusione




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26 gennaio 2007

LE ENERGIE RINNOVABILI




INTRODUZIONE


Il pianeta è impegnato a ridurre drasticamente le emissioni nocive derivanti dalla combustione del petrolio e degli altri combustibili fossili. Faticosamente il trattato di Kyoto ci obbliga tutti ad andare in questa direzione, cercando di abbattere essenzialmente l'anidride carbonica e i gas serra.

Oggi in Italia la produzione di energia elettrica comporta l'immissione nell'atmosfera di circa 160 milioni di tonnellate. L’Italia ha prima ratificato gli impegni di Kyoto con la delibera CIPE del 03.12.1997, assegnando alle fonti rinnovabili un significativo ruolo al fine di ridurre le emissioni di gas serra e impegnandosi a raddoppiare il contributo delle fonti rinnovabili per il soddisfacimento dei fabbisogni energetici nazionali entro il 2010.

Con il Libro Bianco nazionale, il Governo Italiano detta la sua strategia energetica e prevede che la potenza eolica installata giunga, entro il 2010, a 2500 - 3000 MW, a fronte di una potenza in esercizio a fine 2001 pari a circa 700 MW.

La principale chance per ridurre tale contributo (accanto al risparmio energetico) è l'uso di energie rinnovabili, che praticamente non producono emissioni inquinanti.

Quindi l'energia solare, l'idroelettrica, l'eolica, l'energia del moto ondoso, la geotermoelettrica, l'energia da biomasse possono contribuire a ridurre le emissioni inquinanti dei gas serra.


Ma cosa sta accadendo nella nostra regione? La Regione Puglia ha inoltrato una moratoria decisa dall'assessore Losappio «non per pregiudizi ideologici verso questa fonte energetica - ha precisato lui stesso - ma per mettere ordine, perché si stava creando un addensamento di eolico e anche una bolla di speculazione finanziaria». Che in altri termini equivale a dire 350 impianti già realizzati e altri mille in cantiere.

«Ma non era certo ipotizzabile prolungare la moratoria per anni - ha proseguito - perché questo avrebbe significato che sì sarebbe mai potuto sfruttare l'energia del vento in una regione con molte aree particolarmente ventose». Anche perché la scelta di ricorrere a fonti energetiche rinnovabili è un percorso ben delineato dalla Regione nel Piano energetico ambientale (Pear). Successivamente la Corte costituzionale boccia la moratoria della Regione Puglia sul blocco della costruzione di nuovi impianti eolici. La sentenza (n. 364 del 25 ottobre 2006) costituisce così un importante precedente anche per altre località italiane, un punto a favore delle energie rinnovabili.

L’argomento divide ulteriormente gli ecologisti: da una parte gli “ortodossi” a rivendicare l’impatto delle pale eoliche sul paesaggio, dall’altra parte i “progressisti” convinti che l’eolico e le rinnovabili siano una risposta sostenibile e meno inquinante rispetto ad altre forme di produzione dell’energia.


L’IMPATTO AMBIENTALE 

                                                                   

Le localizzazioni predilette degli impianti sono, a causa della situazione della ventosità, i crinali montano-collinari dell’Appennino e delle grandi isole.

La realizzazione delle centrali e delle opere ad esse accessorie ha come primo, più vistoso ed evidente effetto, la devastazione irreversibile dei valori paesaggistici e panoramici. Tale impatto viene notevolmente amplificato dal fatto che gli impianti, progettati separatamente, vengono poi spesso aggregati in aree di confine tra più comuni. Un esempio drammatico in tal senso è rappresentato dalla Valle del Fortore nel Sannio, al confine tra le regioni Campania, Puglia e Molise, dove diverse amministrazioni pubbliche hanno imprudentemente consentito l’installazione ognuna di una certo numero di pale eoliche cosicché oggi i crinali di tutto il comprensorio ospitano quasi 600 torri. L’effetto visivo e prospettico da qualsiasi punto si osservi la vallata è tale che l’intero aspetto dei luoghi risulta pesantemente trasformato e ciò, unitamente alla rumorosità delle pale, fa decadere in modo definitivo qualsiasi valenza turistica del territorio.

Alla devastazione del paesaggio si accompagna il grave danno arrecato all’ambiente naturale, nelle sue varie componenti.

I progetti che si stanno proponendo non tengono in nessun conto i principi di conservazione acquisiti in questi ultimi decenni nel nostro Paese e in Europa e che hanno trovato espressione giuridica in fondamentali norme nazionali come la legge quadro sulle aree protette n.394 del 1991, nella cosiddetta legge Galasso su vincoli e piani paesistici, nonché nelle relative leggi regionali in materia.

I siti di importanza comunitaria (SIC) ospitano specie animali e habitat minacciati e meritevoli di misure speciali di tutela e, per tale motivo, sono riconosciuti di rilevanza europea sulla base di convenzioni internazionali e di norme comunitarie come la Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, recepita in Italia con il D.P.R. 8 settembre 1997 n.357 e la Direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici del 2 aprile 1979, recepita in Italia con la legge n.157 del 1992.

Le suddette Direttive prevedono l’istituzione di una rete europea di aree protette denominata NATURA 2000 e i siti individuati ai fini della loro inclusione, elencati nel Decreto del Ministro dell’Ambiente del 3 aprile 2000, furono a suo tempo individuati dalle Regioni sulla base di studi naturalistici appositamente condotti.

Oggi, paradossalmente, molte Amministrazioni pubbliche avvallano ed autorizzano la distruzione dei beni naturalistici da loro stesse inventariati. A questo proposito è bene chiarire che gli impianti per la produzione di energia eolica che ricadono, anche parzialmente, all’interno di aree naturali protette (inclusi i SIC) debbano essere obbligatoriamente soggetti a preventiva valutazione d’impatto ambientale (VIA). Se l’impianto progettato ricade al di fuori di un’area protetta la regione competente ha l’obbligo di effettuare la valutazione di assoggettabilità alla VIA, detta anche "screening preliminare".

Nel quadro della tutela delle aree protette è fonte di notevole preoccupazione il Protocollo d’intesa "L’energia dei Parchi" firmato il 27 febbraio 2001 da Enel, Ministero dell’Ambiente – Servizio Conservazione della Natura, Legambiente e Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali, che favorisce ed incentiva lo sfruttamento, nelle aree protette, delle fonti di energia rinnovabile ovverosia il vento e quindi le centrali eoliche, vista la situazione italiana di quasi monopolio dell’eolico rispetto alle altre forme di energia rinnovabile. Il Protocollo costituisce inoltre un pericoloso precedente, un alibi, per quanti al di fuori delle aree protette vorranno realizzare centrali eoliche in aree naturalisticamente di pregio.

COME FUNZIONA L’ENERGIA EOLICA


I moderni mulini a vento sono costituiti da torri d'acciaio alla cui sommità è posto un rotore, collegato meccanicamente ad un sistema di ingranaggi moltiplicatori di giri, sistemato entro una navicella ed azionato dalle pale di un'elica che cattura l'energia cinetica del vento.

Dal rotore l'energia cinetica viene trasmessa ad un generatore di corrente alternata, la cui potenza può arrivare fino a 2 MW (ma si stanno sperimentando macchine fino a 3 MW) in dipendenza dalle dimensioni delle pale.

Le macchine eoliche più diffuse, di media grandezza, raggiungono l'altezza di 75 metri (50 metri la torre eolica, più 25 di pala) ed hanno una potenza di 0,6 MW. Sono però in arrivo macchine eoliche con potenza di 2MW, alte complessivamente 107 metri (67 la torre e 40 le pale), paragonabili ad un edificio di 25 piani.

La macchina produce energia in presenza di un vento che abbia una velocità compresa tra 3-4 metri al sec. e 20-24 metri al sec. Le velocità esterne a questo intervallo non danno luogo a produzione di potenza, da un lato perché il vento a bassa velocità non contiene sufficiente energia, dall'altro lato perché alle alte velocità il vento possiede un eccesso di potenza che potrebbe danneggiare la macchina. Durante il funzionamento, la quantità di energia prodotta in ogni istante dipende dal valore della velocità del vento in quell'istante. Poiché l'intensità del vento varia statisticamente nel tempo, anche l'energia erogata varierà casualmente. Pertanto è importante far riferimento al valore medio della distribuzione statistica della velocità del vento per definire le caratteristiche di produzione delle macchine eoliche collocate nei cosiddetti parchi. Al fine dello sfruttamento economico, risultano interessanti soltanto quei siti eolici in cui la velocità media del vento sia superiore a circa 5 metri al sec.



EFFETTI SULLA FLORA E SULLA FAUNA


L’insieme delle torri e delle infrastrutture che accompagnano necessariamente le centrali eoliche realizzate in aree naturalisticamente significative, esercita un impatto pesantemente negativo su flora e fauna. Ogni centrale richiede la realizzazione di strade, di manufatti, di scavi per la posa dei cavi, di cabine di trasformazione (una per ogni torre),ecc. Sono opere che vanno a perturbare gravemente gli equilibri degli ecosistemi e che comportano la distruzione di intere comunità animali e vegetali.

Vista la localizzazione degli impianti progettati risultano particolarmente a rischio associazioni vegetali considerate, ai sensi della succitata Direttiva 92/43/CEE, prioritariamente meritevoli di tutela a livello europeo come ad esempio le "formazioni erbose secche naturali su substrato calcareo caratterizzate dalle fioriture di orchidee" e le "formazioni substeppiche di graminacee e piante annuali".

La presenza di decine e più di queste strutture, con pale in movimento di giorno e di notte, esercita un pesante impatto sulla fauna. Le zone individuate per le centrali sono per lo più molto importanti per numerose specie di rapaci sia come zone di caccia sia come punti di concentrazione durante le migrazioni. E’ noto e documentato il rischio diretto per gli uccelli rapaci costituito dalle pale dei generatori oltre che dal degrado ambientale generale connesso. Quasi tutte le specie di rapaci italiani sono incluse nell’allegato I della Direttiva 79/409/CEE, che comprende le specie particolarmente meritevoli di tutela per le quali gli Stati membri (art.4) sono tenuti all’adozione di misure speciali di conservazione dei loro habitat di vita per " … garantire la sopravvivenza e la riproduzione di dette specie nelle loro aree di distribuzione". A tal proposito non si può dimenticare che l’intero agro gravinese (dall’altopiano murgiano scendendo ai piedi della scarpata, sino a sud dove vi è il bosco “Difesa Grande”) è interessato dalla presenza del Falco Grillaio “Falco Naumanni”;


DANNI AL SUOLO, AL SISTEMA DELLE ACQUE E DEL TERRITORIO


L’apertura delle strade di servizio che dovrebbero necessariamente raggiungere ogni singola torre non potrebbe non arrecare danni alla stabilità dei suoli favorendo l’erosione ed alterando la circolazione superficiale delle acque. E’ notorio poi come le vie di penetrazione negli ambienti più selvaggi ed incontaminati aprano la strada al fenomeno del bracconaggio, alle discariche abusive, alla cementificazione, al traffico di fuori strada e motociclette fuori pista, ai furti di bestiame, ecc.

Bisogna sottolineare poi che, come già avvenuto in molte località, i materiali inerti che vengono adoperati nelle imponenti strutture di fondamenta delle pale eoliche vengono prelevati in cave, spesso abusive, limitrofe agli impianti o, ancor peggio, nei letti fluviali dei bacini circostanti. Si vanno quindi ad alterare non solo le superfici direttamente interessate dagli impianti ma l’intero territorio con possibili gravi conseguenze anche sull’assetto idrogeologico.

Le dimensioni degli aereo generatori (molti modelli dell’ultima generazione arrivano a superare le 200 tonnellate l’uno) e delle relative fondamenta in cemento, rendono proibitivi i costi di rimozione di queste strutture, una volta che queste non venissero più utilizzate a causa degli eccessivi costi di manutenzione o dell’obsolescenza dovuta al progresso tecnologico. Un aspetto ancora abbastanza sconosciuto ma che richiederebbe ulteriori approfondimenti è quello connesso con l’alterazione delle falde provocate dai plinti di ancoraggio dei generatori che raggiungono notevoli profondità nelle porzioni di territorio più delicate per il drenaggio delle acque e quindi per l’approvvigionamento idrico dei bacini. In ultima analisi non ci si può dimenticare dell’inquinamento provocato (in anni di attività lavorativa dell’impianto) dalla perdita degli olii per il funzionamento delle macchine che con il tempo penetrano nella falda acquifera.


Ma se ci soffermiamo per un attimo sulla normativa di riferimento per la regolamentazione di nuovi impianti eolici, in particolare sul Regolamento Regionale 4 ottobre 2006 sorgono alcune perplessità: ad esempio c’è una discrepanza con le “Linee guida per la realizzazione di impianti eolici nella regione Puglia” (redatto della Regione Puglia - assessorato all’ambiente - settore ecologia autorità ambientale ufficio parchi e riserve naturali) riconducibile ad alcuni articoli del Regolamento stesso. Esaminando approfonditamente la legge ci si interroga sia sull’art. 4 che in particolare afferma che i comuni devono redigere i piani regolatori relativi all'installazione di impianti eolici (i cosiddetti Prie), in cui devono indicare le aree eleggibili all'installazione degli impianti stessi, cioè quelle in cui si possono realizzare le pale; si richiede da parte dei comuni la redazioni di Piani Regolatori dove eventualmente installare gli impianti ma poco efficace è il termine “aree non idonee” suscettibile di interpretazione.
I Comuni dovranno attenersi, per la realizzazione dei Prie, a criteri definiti dalla Regione all'interno del regolamento. In particolare i Comuni che già hanno impianti presenti sul proprio territorio, dovranno tenerne conto. Anzi è opportuno che per questi, se vecchi, si valuti insieme ai proprietari la possibilità di dismetterli o ristrutturarli. L’articolo 6 definisce le cosiddette aree non idonee:

  1. Aree Protette regionali (istituite ex L.R. n. 19/97)

  2. Aree protette nazionali L. 394/91

  3. Oasi di protezione ex L.R. 27/98

  4. Aree pSIC e ZPS ex Direttiva 92/43/CEE e Direttiva 79/409/CEE

  5. zone umide tutelate a livello internazionale dalla convenzione di Ramsar. Tali aree devono essere considerate con un'area buffer di 200 m

  6. Crinali con pendenze superiori al 20% e relative aree buffer di 150m.

  7. Grotte, doline ed altre emergenze geomorfologiche, con relativa area buffer di almeno 100 m, desunte dal PUTT/P

  8. Area edificabile urbana con relativa area buffer di 1000 m.

  9. Ambiti Territoriali Estesi (ATE) A e B del PUTT/P

  10. Zone con segnalazione architettonica/archeologica e relativo buffer di 100 m e Zone con vincolo architettonico/archeologico e relativo buffer di 200 m.

Analizziamo l’art. 14. Disposizioni transitorie. Queste disposizioni permettono ai comuni di redigere convenzioni con società che si occupano di eolico. In particolare il comma 1,2,3, 4 e 5 recitano:

“comma 1: Le disposizioni transitorie si applicano fino all'approvazione dei PRIE ex articoli 4, 5, 6 e 7 e per un tempo massimo di 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento. Decorso tale termine, si potranno realizzare impianti eolici solo se le Amministrazioni Comunali saranno dotate dei suddetti PRIE.”

“Comma 2. Nella scelta delle aree destinate alla realizzazione di impianti eolici, in assenza di PRIE, devono considerarsi non idonee:

  • Aree protette regionali istituite ex L.R. n. 19/97 e aree protette nazionali ex L.394/91;

  • Oasi di protezione ex L.R. 27/98; siti pSIC e ZPS ex direttiva 92/43/CEE, direttiva 79/409/CEE e ai sensi della DGR n. 1022 del 21/07/2005; zone umide tutelate a livello internazionale dalla convenzione di Ramsar.

  • Aree di importanza avifaunistica (Important Birds Areas - IBA 2000 - Individuate da Bird Life International);

  • Grotte, doline ed altre emergenze geomorfologiche, con relativa area buffer di almeno 100 m, desunte dal PUTT/P e da altri eventuali censimenti ed elenchi realizzati da enti pubblici e/o enti di ricerca;

  • Aree buffer di almeno 1 Km dal limite dell'area edificabile urbana

  • Ambiti Territoriali Estesi (ATE) A e B del PUTT/P;

  • Ambiti Territoriali Distinti (ATD) del PUTT/P con relativa area di pertinenza e area annessa;

  • Zone con segnalazione architettonica/archeologica e relativo buffer di 100 m ….”

“comma 3:

A. L'indice di ventosità delle aree deve essere tale da garantire almeno 1600 ore/equivalenti all'anno alla potenza nominale dell'aerogeneratore. Tale dato deve essere desunto da banche dati o dall'implementazione di modelli matematici accreditati da enti pubblici e/o di ricerca o da campagne anemometriche della durata di almeno un anno……..

F. La scelta dell'area dovrà essere tale da evitare che l'impianto installato si frapponga tra i principali punti di vista o di belvedere e il paesaggio circostante, creando una barriera paesaggistica.

“comma 4: La progettazione degli impianti eolici e la relazione/studio del relativo impatto ambientale, ex L.R 11/2001, deve essere conforme ai contenuti di cui all'art. 10 dalle lettere b) alla lettera n) e all'art. 11 del presente Regolamento.”

“comma 5: E' necessario che il soggetto proponente stipuli una convenzione con il comune (o i comuni) in cui ricade l'area di intervento. La convenzione dovrà coinvolgere anche il comune limitrofo nel caso in cui l'aerogeneratore più vicino disti meno di 500 metri dal suo confine amministrativo.

CONCLUSIONI

  • Le centrali eoliche sono veri e propri impianti industriali, e pertanto già in quanto tali la loro ubicazione in aree ambientalmente pregevoli risulta del tutto incompatibile con la vocazione spiccatamente naturalistica di questi territori, caratterizzate inoltre dal fatto che, essendo per lo più realizzate in aree remote, comportano la costruzione di infrastrutture di servizio, come strade e linee elettriche, che ne accrescono il già notevole impatto sull’ambiente e sulle sue varie componenti.

  • L’individuazione delle aree “non idonee” si basa su di una semplice elencazione di ambiti vincolati (ZPS, SIC, ATE A e B,ecc) non inseriti ed inquadrati in una “rete ecologica”: così come indicato della direttiva 92/43/CEE che individua la Rete Natura 2000.

  • Assoluta e grave inconsistenza delle aree buffer (fasce di rispetto dalle zone escluse). L’importanza di tale aspetto si deduce chiaramente in numerosi casi, (vedi siti archeologici) in cui appare evidente la sproporzione: distanze di 100 o 300 m. da un Sic o ZPS non costituiscono una condizione sufficiente;

  • Aspetti peggiorativi rispetto alle precedenti Linee Guida. Infatti nel Regolamento emergono alcune incongruenze: lunghezza degli elettrodotti, decadenza dell’obbligo di dimostrare la ventosità del sito che ora può essere dedotto da altre banche dati, in alternativa ad una precisa campagna anemometrica di almeno un anno, ecc.

  • Siti di riproduzione e relative aree di pertinenza per le specie faunistiche prioritarie minacciate (avvoltoio Capovaccaio, Lanario, Gallina prataiola, Gufo reale, Nibbio reale, Biancone, Grillaio, Astore, Falco della regina, Albanella minore). Nel nostro comune si deve dare importanza alla presenza del Falco Grillaio, specie minaccia di estinzione!!

  • Obbligo di una Valutazione di Incidenza Integrata

  • Individuazione di nuove strade, laddove si dimostri l’assenza di viabilità esistente, è un forte impulso alla “frammentazione dell’ecosistema”

  • Non è accettabile che, come invece è diventata prassi usuale, la localizzazione e la dimensione degli impianti vengano decise solo in base a contrattazioni tra le ditte produttrici ed i comuni interessati, che spesso svendono per pochi soldi i valori ambientali più significativi dei loro territori, tra l’altro con danni anche economici assai notevoli per l’agriturismo, il turismo naturalistico, l’allevamento del bestiame, eccetera.

  • Occorre che le Regioni varino piani energetici accurati che tengano conto dei valori ambientali e che, in attesa di tali piani, venga imposta una moratoria alla realizzazione di nuovi impianti eolici. Vanno inoltre incoraggiate altre forme di produzione di energia da fonti rinnovabili come il solare termico ed il solare fotovoltaico e soprattutto le biomasse che funzionano attraverso la lavorazione di vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Si tratta generalmente di scarti dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'industria (legname da ardere, residui agricoli e forestali, scarti dell'industria agroalimentare, reflui degli allevamenti, rifiuti urbani, specie vegetali coltivate per lo scopo) che aiuterebbero l’intero comparto agricolo del nostro comune oggigiorno in crisi irreversibile.

  • Trasparenza, evidenza pubblica e partecipazione: assenza di evidenza pubblica e accesso ai contenuti del PRIE; l’accessibilità al PRIE ridotta a un deposito di 15 gg.; i tempi per produrre osservazioni limitati a 15gg.; il deposito dovrebbe essere di almeno 45 gg.; le osservazioni dovrebbero essere palesate alla Regione e non al Comune; pericoloso margine di discrezionalità per chi è preposto a valutate tali progetti in considerazione dell’implicito condizionamento derivante dal valore economico dell’operazione

  • Per i progetti presentati nel nostro comune bisognerebbe seguire alcune modalità: introduzione dell’obbligo della VIA (escludendo la discrezionalità), formazione di un Comitato VIA avente competenze e specializzazioni nel campo della Biodiversità e dell’ornitologia

  • Più partecipazione e coinvolgimento nella redazione del PRIE di Associazioni locali, associazioni di categoria, agricoltori, ecc.

  • Scompare l’obbligo di verifica degli impatti che le pale eoliche producono sull’avifauna (studi sulle migrazioni, superamento di soglie minime per numero e potenza, ecc.) e sugli impatti derivanti dai modi di insediamento degli impianti stessi ( nuova viabilità, nuove linee infrastrutturali che creano frammentazione ambientale, plinti di fondamenta, materiale ferroso dislocato sul territorio, ecc.)

  • Problema della dimissione degli impianti (vedi caso “Capodacqua” sulla Murgia)

  • I danni ambientali e paesaggistici che si produrranno possono essere paragonati al piccolo contributo dato alla crisi energetica e ai ricavi economici?

  • Vi è un alto livello di disinformazione in merito alle centrali eoliche vista da molti, anche titolari di responsabilità decisionali in questo settore, occorre quindi un’attenta opera di sensibilizzazione e di informazione in merito alla situazione reale.



LA REGOLA DEL 2% E I CERTIFICATI VERDI

L'ENEL e le nuove società che stanno entrando nel mercato della produzione elettrica devono dimostrare, in base al decreto Bersani (n. 79/1999), di essere collegate (attraverso un espediente giuridico chiamato "Certificato verde") ad una quota di produzione elettrica da fonte rinnovabile (di nuova installazione) pari ad almeno il 2% della propria produzione elettrica totale. A questo scopo con il decreto del Ministro dell'Industria dell'11 novembre 1999 sono stati introdotti i "Certificati Verdi". Il produttore di energia elettrica, o l'importatore che chiede di connettersi alla rete nazionale, deve detenere (perché produce in proprio o perché acquista da chi la produce) la quota, corrispondente al 2%, di "Certificati Verdi", il cui prezzo oscilla tra le 70-80 lire e le 130 a kWh.

Poiché il valore dei "Certificati Verdi" prescinde dalla fonte di energia rinnovabile utilizzata, la scelta degli operatori non poteva cadere altro che sulla produzione eolica, che al momento risulta la più economica.

Il risultato finale è che in Italia, tra tutte le energie rinnovabili, si sta diffondendo nell'uso esclusivamente l'eolico.

Questa circostanza è motivo di forte preoccupazione, sia sotto il profilo ambientale e paesistico (soprattutto in connessione con la configurazione geomorfologica del territorio italiano in cui vengono realizzati i siti eolici), sia sotto il profilo tecnico in relazione al raggiungimento del limite di saturazione della capacità di allacciamento dei nuovi impianti alla rete elettrica nazionale. A questo proposito occorre ricordare che il collegamento alla rete di una quota di potenza intermittente (qual è, in particolare, l'energia eolica) superiore al 10-15% della potenza totale dei generatori convenzionali che sostengono il carico nazionale, farebbe peggiorare la stabilità del livello di potenza e l'affidabilità della fornitura fino a contemplare la possibilità di "black out" totali. Se questo concetto venisse tradotto in termini tecnici appropriati alla situazione della rete elettrica italiana, si troverebbe che il limite di accettazione di potenza intermittente si va a situare intorno ai 5.000 MW. E' chiaro quindi che, persistendo la situazione presente, questo sarà il limite cumulativo di penetrazione di tutte le fonti rinnovabili, produttrici di elettricità intermittente. Quindi, oltre l'eolico, saranno soggette a questo limite anche il solare termodinamico e il fotovoltaico, il cui sviluppo offre le più grandi prospettive di risanamento ambientale, essendo collegabili ad un potenziale energetico immenso. La saturazione da parte dell'eolico di questo importante segmento di mercato potrebbe rallentare la crescita economica e lo sviluppo tecnologico delle altre rinnovabili. Di fatto avverrebbe (e sta già avvenendo) che esse non potrebbero essere poste in grado di profittare delle presenti opportunità d'incentivazione (Certificati Verdi) per compiere le economie di scala necessarie per raggiungere la competitività.

Giuseppe Lapolla  - Architetto ed esperto in materie ambientali




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15 gennaio 2007

charlie PARKER : genio e sregolatezza

Cresciuto tra le strade malfamate di un’ America che ha tirato morsi a pane, musica e ribellione, Charlie Parker è uno dei jazzman più famosi al mondo che poco ha vissuto (morto all’età di trentacinque anni), ma molto ha lasciato.

Nato nel 1920 a Kansas City, Charlie ha il primo approccio ai ritmi jazz già intorno ai dieci anni quando comincia a suonare il sassofono baritono per poi passare a quello alto regalatogli dalla madre.

La figura di Parker, nel panorama musicale in questione, è stata una figura che ha contribuito enormemente a variare i ritmi musicali.

Intorno agli anni quaranta, si avvertiva aria di ribellione e cambiamento e Parker ha tradotto tali sentimenti ed emozioni nei ritmi insistenti che le sue dite riuscivano a comporre volteggiando tra i tasti del suo sax.

Charlie dava inizio ad un nuovo genere che poi sarà anche di tanti altri jazzisti noti, parliamo del Bebop, molto più rivoluzionario, che lasciava spazio ai geni del genere di esprimere la loro arte liberamente.

GENIO.
Era chiamato “Bird” anche per il suo essere così rapido nel destreggiarsi con il sax come il canto degli usignoli che ascoltava sempre nel suo giardino.

È stato il precursore di un nuovo modo di intendere il jazz che sarà seguito contemporaneamente a lui anche dal suo amico/ collega Dizzy Gillespie e, in alcuni periodi iniziali, anche da Miles Davis che ha tenuto a cuore e come modello da imitare proprio Parker.

Era un intellettuale: amava divorare libri e con lui era possibile sostenere discorsi su qualsiasi argomento.

Aveva un ottima memoria fotografica: era capace di dare solo un’occhiata furtiva allo spartito e dopodichè partiva speditissimo con le sue dite.


SREGOLATEZZA.

Ha vissuto di eccessi che l’hanno condotto sulla via della fine, precocemente, a soli trentacinque anni. La droga è stata la sua croce e delizia e il suo spacciatore è stato come un fratello, in effetti Charlie gli ha dedicato anche un pezzo famosissimo: “Moose the Mooch”.

Ha fatto uso di eroina, ma ad ucciderlo, più che altro, è stato proprio l’alcool. Amante del nettare divino, Parker asseriva di ispirarsi alla fluidità del vino e all’eloquenza portata dallo stesso.

Girava armato di coltello o pistola, ma lo faceva solo per intimorire.

Amava mettere alla prova la gente, come quando scendeva dal palco, durante le sue esibizioni, e rimaneva impalato ad osservare uno tra il pubblico per analizzare la sua reazione.

Dormiva pochissimo schiacciando pisolini qua e là. Era capace anche di addormentarsi durante i concerti, ma si risvegliava appositamente e nel momento giusto in cui doveva partire con la sua esibizione.

Amava anche mettersi in mostra, ma non lo faceva vantandosi di essere un genio del sax, lo faceva solo con “uscite” fuori dal comune, come quando è sceso improvvisamente dal palco per andare ad urinare nella cabina telefonica del teatro in cui si stava esibendo!

Questo non vuole essere né un panegirico ad un genio del jazz, né una sviolinata ad un povero ragazzo morto precocemente. Vuole essere una testimonianza. Un modo per diffondere la grande arte di artisti, forse, “sconosciuti” alla gente comune.

L’uccello ha preso il volo a qualche lustro dalla nascita, ma quell’uccello vive e si muove tra le note insistenti di capolavori lasciati su vinili e che rispecchiano l’inquietudine della ribellione di un genio che ha vissuto di eccessi.

Bird lives!


Antonella Dilorenzo






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15 gennaio 2007

lettera da BEPPE

All'epoca dell'università ricordo che c'era l'usanza della fotocopia, se c'era da qualche parte una notizia da far leggere in giro, partiva immediata la fotocopia, a 50 lire  in a4(non l'auto).
Il blog di Beppe Grillo è qui a sinistra nei link, ma una fotocopia mi andava di farla uguale. (S.u.D.)

La strage di Erba è un sintomo. Un segnale. Quanti segnali arrivano, ogni giorno, dal corpo di questa nazione malata? Due morti a Roma per un incendio. Extracomunitari stipati come topi in appartamenti fatiscenti. Carabinieri picchiati a Livorno mentre rimuovono le auto in sosta vietata. Per far passare i pompieri a spegnere un incendio. Occhi rubati in ospedale ai cadaveri.Ogni mattina è una lotta. La casella della posta ci porta in casa la povertà. Le bollette gonfiate dei servizi pubblici. Multe pesanti per ritardi, anche di un solo giorno, sui pagamenti. Tasse velenose come l’Ici, una tassa sui risparmi per la propria casa. Rate dei debiti per la macchina, il dentista, la scuola. Bambini che scompaiono. Tenuti stretti per mano dai genitori ad ogni passo. E lo scempio dell’ambiente. Un traffico senza senso. Le polveri delle auto e degli inceneritori che ti entrano dentro. Senza che nessuno muova un dito. Con i diossini diessini alla sinistra e i petrolieri alla destra.La casa, i sessanta metri quadri, diventano un rifugio. La nuova cella degli schiavi. Per chi se la può permettere. E da uno schermo si materializzano gli incapaci. Quelli che fanno dichiarazioni. Tutti i giorni. L’incapacità al potere genera mostri. Olindo e Rosa sono sintomi. Ma è solo l’inizio. Altri verranno.La foto di gruppo in cortile a Caserta è uno spot della decadenza della nazione. L’avete vista? Quelli nella foto decidono del nostro futuro. Con quelle facce. Non sanno neppure farsi il nodo della cravatta. Due giorni di summit simile a un soufflè. Per stanziare cento miliardi di euro per il Sud. I meridionali quei soldi non li vogliono. Anche perchè non li avranno. Si fermeranno prima. Alla stazione Termini di Roma, destinazione partiti e ministeri. E quello che rimane nelle tasche delle varie mafie. La Cassa del Mezzogiorno ha impoverito il Sud e ingrassato i partiti. La storia si ripete. Senza il ripristino della legalità e investimenti dall’estero il Mezzogiorno non riparte. 100 miliardi sono tre finanziarie. TRE FINANZIARIE.Si parla di energia e Rubbia non c’è, di infrastrutture e Piano non c’è, di cultura e Fo non c’è. Rimane un rumore sordo. Lo sentite? E’ il vostro stomaco. Lo stomaco della nazione. Che ha fame di futuro e di rinnovamento. Un rumore che porta il cambiamento o la pazzia. BEPPE GRILLO  15/01/2007




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14 gennaio 2007

rino gaetano





Da wikipedia


"Rino Gaetano, pseudonimo di Salvatore Antonio Gaetano (Crotone, 29 ottobre 1950 - Roma, 2 giugno 1981), fu un cantautore italiano molto popolare durante gli anni Settanta.

Nato a Crotone, in Calabria, Rino Gaetano si trasferì a Roma a dieci anni per motivi di lavoro dei genitori e nella città capitolina visse per tutto il resto della sua vita.

Nel 1974 pubblicò il suo primo album, Ingresso libero, che non ottenne particolari riscontri di vendita né di critica, pur mostrando già i segni dello stile estroso e strampalato che avrebbe caratterizzato la sua breve ma folgorante carriera. Il successo arrivò l'anno dopo con il 45 giri "Ma il cielo è sempre più blu".

Nel 1978 Rino Gaetano partecipò al Festival di Sanremo con la canzone "Gianna" (canzone con la quale non voleva presentarsi, in quanto lui avrebbe preferito "Nuntereggaepiù", che comunque avrà un gran successo in seguito), con cui si piazzò terzo alle spalle di Anna Oxa e Matia Bazar. La hit parade ribaltò i risultati del Festival, e "Gianna" rimase per diverse settimane al primo posto in classifica.

Artista estremamente poliedrico, nel 1981 recitò nel Pinocchio di Carmelo Bene a Roma nel ruolo della volpe.

Purtroppo la carriera di Rino Gaetano si interruppe tragicamente con la sua morte, avvenuta a soli trent'anni, in un incidente stradale a Roma il 2 giugno 1981, quando la sua Volvo 343 si schiantò contro un camion sulla via Nomentana all'altezza dell'incrocio con via XXI aprile. Sia pur prontamente soccorso, Gaetano, in fin di vita, venne rifiutato da cinque ospedali, una circostanza sorprendentemente simile a quella narrata in uno di suoi primi testi, e morì per la gravità delle ferite riportate, a pochi giorni di distanza dalla data fissata per il suo matrimonio. E' sepolto al cimitero del Verano."

Sperando di far cosa gradita,  posto da google video, la puntata di RITRATTI (rai3) dedicata al cantautore calabrese, buona visione.(SalvatoreUGODigennaro)




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11 gennaio 2007

miles

 

MILES DAVIS: LA DECADENZA DELLA FORMA, LA STABILITA’ DELLA SOSTANZA…


Prendete due giorni, solo due giorni che segnano l’inizio della stagione degli amori: la primavera.

2 marzo 1959.

22 aprile 1959.

Ora immaginate un background ricco di atmosfere misteriose ed affascinanti: una chiesa greco ortodossa sconsacrata a Manhattan.

Provate ad animare questo set con degli attori – musicisti che, ignari di quello che le loro potenzialità strabilianti stanno per plasmare, fanno l’amore con i loro strumenti lasciando volteggiare nell’aria note soavi e suoni amorevoli.

Ecco! Solo due sedute ed è nato uno dei capolavori, dell’arte musicale, mai esistito.

È nato “Kind of blue”!

Un “tipo di blue”, “una sorta di tristezza” (traduzione letterale) che non è affatto una sorta di…, ma è IL tipo. È il disco che ha venduto più copie nella storia musicale jazz ed ha regalato emozioni a tutti gli appassionati di tal genere, e non solo.

Provate ora ad inserire il disco.

Comincia l’apoteosi dell’arte!

Geni musicali del calibro di Bill Evans, John Coltrane, Cannonball Adderley, Paul Chambers, Jimmy Cobb, Wynton Kelly si sono uniti facendo fluttuare armoniosamente note di storia e di talento innato. Tutti diretti da un unico regista che non ha bisogno di panegirici o sviolinate: MILES DAVIS.

Davis, nato da famiglia benestante (padre dentista, madre violinista), ha rappresentato, nell’aspetto sociale, l’ anti nigger musicista: il suo benessere sociale poteva “escluderlo” dalla cerchia degli improvvisatori neri che, pescato per caso uno strumento tra le strade malfamate di New Orleans, hanno dato vita a capolavori musicali.

Ma, il suo spirito innato di nero jazzista ha fatto si che la tristezza e la ribellione esplodessero in talento e carica, rendendolo uno delle star più conosciute al mondo.

Miles ha conosciuto innumerevoli cambiamenti musicali: passa dai ritmi insistenti del bebop, ai rallentamenti del cool jazz, sino ad jazz modale di kind of blue.

La sua tristezza, la sua rassegnazione unita alla ribellione e ad un disagio intrinseco lo portano, intorno agli anni ‘70, ad una serie di sconvolgimenti, soprattutto musicali.

La musica jazz, a tratti elegante e sublime, ma anche insistente ed amorevole, non soddisfa più il genio di Kind of blue e, da regalare suoni per pochi eletti, passa al fenomeno di massa.

Comincia a dedicarsi a sonorità fruibili a…tutti, a suoni più accessibili e diretti: si indirizza verso il jazz rock per poi lasciar andare, completamente, la sua sostanza gloriosa alle misere sembianze di sonorità elettroniche.

A volte si separa anche dal suo strumento prediletto (la tromba) per dar sfogo alle sue dita che viaggiano tra i tasti di una tastiera che non ha nulla a che fare con i timbri sublimi degli anni ‘50.

Siamo negli anni 80.

Ormai Miles è diventato uno delle star più acclamate dal pubblico amante di rock, funk, soul e il ricordo delle allettanti note di “Kind of blue” sono ormai lontane.

Ma cosa è successo a Davis?

Cosa è successo al suo suono pulito, morbido, senza vibrato che accarezzava le orecchie di pochi eletti?

Ha svegliato la forma e messo a dormire la sostanza.

Una sostanza che, in pochi e trascinati “ pe pe” di “Dune Mosse” di Zucchero, non riesce assolutamente ad esprimersi.

Una forma che, la maggior parte delle volte, si ravvisa in abiti eccentrici e che degrada con l’apparizione sul palco, negli ultimi concerti, di occhialoni da vecchietto trasandato.

Ma il talento resta e l’apparenza svanisce.

Immaginando che il jazz potesse parlare, cosa direbbe? Qual rimprovero od elogio esprimerebbe ad uno suo figlio?

“Oh figlio mio! Anche tu?

Ti sei adagiato sulle convenienti sembianze luciferine!

Anche tu?

Come hai potuto?

Come può aver, quel frivol manto di apparenza e meschinità averti avvolto nelle sue immense e crudeli pieghe?

Dov’è finito quel suono di nuvola morbido…purissimo?

Oh, my funny Valentine! Come ritrovare quell’affannoso essere ripieno di così tanta tristezza e rassegnazione?”.


Ma il talento resta…l’apparenza svanisce.


Antonella Dilorenzo




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10 gennaio 2007

FABER


8 anni fa
se ne andava
 Fabrizio De Andrè
CIELITO LINDO



 

MIS AMORES




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9 gennaio 2007

mad.donna

Emy ha chiesto di postare un videoclip di
MADONNA LOUIS VERONICA CICCONE
dalla nebbia dei ricordi
PAPA DON'T PREACH




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8 gennaio 2007

COME GLI ITALIANI INTENDONO "IL MITO GIOVANILE AMERICANO"

COME GLI ITALIANI INTENDONO
"IL MITO GIOVANILE AMERICANO"

Siamo soliti additare film americani come "American Pie", "Road trip", o "Maial College", film volgari e sboccati, forse non sapendo che tali film hanno un forte potenziale significativo per il pubblico italiano, sebbene presentino scene e situazioni molto esagerate, quasi al limite del grottesco.
Sono pellicole che presentano dinanzi ai nostri occhi un affresco della vita studentesca che è tipica americana; l'adolescente insicuro che vede nei suoi amici un modello quasi paterno nei modi di affrontare avventure sentimentali con tanto di arrivo al sesso, le feste nei college o in case private tra fiumi di birra e musica house, le scene di giovani che si appartano in qualche stanza o fuori nei giardini della villa dove è in corso la festa, il belloccio di turno (magari un giocatore della squadra di footbal della scuola) che tenta di dimenarsi per conquistare il cuore (e non solo quello) della cheerleader (la nostra ragazza pon-pon), la noncuranza dello studio, sostituito senza rancore da svaghi e divertimenti tipicamente giovanili.
Sono tutte costanti che hanno la fortuna di questi film anche se rivisti in chiave horror (vedi i vari "Scream"). Qui, infatti, ci troviamo sempre di fronte a questi luoghi comuni dove però possiamo scorgere il\la protagonista che si trasforma in eroe per salvare la vita dei suoi amici dalle grinfie di un qualsiasi serial killer che si aggira all'interno del college.
Un'altro particolare di questo filone cinematografico sta nel fatto che in quei college e in quelle situazioni possiamo trovare raramente ragazzi o ragazze brutti,(a meno che non ci sia una particolare richiesta nella sceneggiatura) dando cosi allo spettatore italiano, che magari non ha avuto modo di trascorrere un po' di tempo negli U.S.A., un'immagine quasi distorta della realtà; un college che assomiglia ad un paradiso terrestre fatto di pupe e bellimbusti, dove finanche i festini e la lotta per conquistare una ragazza divengono una specie di rituale. In quei film poi è sempre estate, perciò i registi sono molto bravi ad eseguire lunghe carrellate che immortalano ragazze stupende con minigonne, vestiti smanicati e scarpe aperte, ragazzi bellissimi e muscolosi appoggiati sorridenti ai celebri armadietti scolastici,contribuendo sempre più a creare un vero e prorpio "mito".

           Carlo Tullo




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6 gennaio 2007

Laterza di Gravina

mr. leo laterza ha mandato una cartolina video.
 POSTO volentieri

ste.ve va.i


sur.rende.r

 




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febbraio